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cifero On novembre - 29 - 2004

Quante volte ci e’ capitato di avere in Photoshop una immagine,
una fotografia digitale o una fotocomposizione, volerla stampare ma di trovarsi nella spiacevole condizione di non sapere quale sara’ il risultato della stampa?
Oggi si e’ soliti inviare le foto digitali a dei services on-line ma volendo stampare in casa, come e’ possibile ridurre al minimo lo spreco di toner causato delle numerose prove che effettuiamo con la nostra piccola inkjet?
Questo articolo e’ diretto ad un’utenza di photoshop non necessariamente professionale e il suo intento e’ quello di mostrare alcuni piccoli accorgimenti che rendano possibile
ottenere una stampa in casa quanto piu’ vicina possibile a cio’ che vediamo sul monitor.
Toccheremo in modo piu’ o meno approfondito diversi argomenti, alcuni saranno solo accennati e verranno ripresi in articoli successivi.
Ma ora bando alle ciance e cominciamo!

Il colore in Adobe Photoshop

1) LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR

Cominciamo proprio dal monitor e della sua calibrazione: che cos’e'?
La calibrazione del monitor e’ quel procedimento attraverso il quale
correggiamo la regolazione del monitor nel rendere il colore al fine di abbinarlo
ad una determinata resa di stampa.
Questo procedimento puo’ essere eseguito attraverso l’uso di software o di apparecchi hardware. Non e’ questa la sede per approfondire il discorso sulla calibrazione. Ma la domanda fondamentale che ci poniamo qui e’: la calibrazione del monitor e’ un processo proprio necessario?
Diciamo che no, non lo e’.
Non lo e’ se siete dotati di un buon monitor, moderno, che di solito e’ gia’ calibrato,
come i monitor Apple.
Non lo e’ almeno fino a quando le nostre esigenze non diventano professionali.
A quel punto diviene necessario dotarci di un apparecchio hardware per la calibrazione del monitor, questi oggetti hanno pero’ prezzi proibitivi per chi deve solo stampare le proprie foto o fare prove a stampa dei propri lavori che poi verranno stampati dal tipografo.
Pertanto possiamo lasciarci alle spalle la variabile monitor e guardare oltre andando a mettere le mani in pasta al colore guardando come Photoshop gestisce il colore.

2) COLOR SETTINGS

Le preferenze per i Color Settings , il cuore della gestione del colore in Photoshop, sono raggiungibili dal menu Photoshop/Color Settings (mela+shift+k).

color settings in photoshop

Da qui il nostro programma di fotoritocco preferito gestisce tutto cio’ che riguarda il colore.

Working Spaces:

si tratta delle preferenze per l’impostazione del profilo colore attivo in ciascun ambiente di colore ( il profilo di colore infatti definisce il modo in cui i valori numerici del colore vengono letti per essere visualizzati).
Tali preferenze valgono ovviamente solo per i documenti che non siano gia’ gestiti da un profilo incorporato e per i nuovi documenti che vengono creati e impostati con gestione del profilo di colore.
Quest’articolo non e’ pensato per approfondire tutti gli argomenti allo stesso livello e verra’ data per nota la differenza tra l’ambiente di colore RGB ( tipicamente quello dei monitor e cmq quello di tutte le apparecchiature che emettono luce) e CYMK (l’ambiente in quadricromia della stampa e di tutti i supporti che assorbono la luce, riflettendola).
Approfondire tutti questi argomenti richiederebbe un articolo a se stante e sara’ sicuramente oggetto di futura pubblicazione.
Partiamo quindi del RGB, lo spazio piu’ noto perche’ quello dei monitor e quindi dell’ambiente in cui si lavora, anche quando il proprio lavoro e’ finalizzato alla stampa. Quale spazio scegliere?
Adobe RGB (1998), ColorMatch RGB, CIE RGB? La disputa tra gli addetti ai lavori e’ sempre aperta sul decidere quale sia il migliore.
Le differenze sono abbastanza sottili e sta a noi decidere.
E’ consigliabile pero’ adoperare uno di questi spazi colore e, per esempio, non uno di quelli legati a scanner, monitor specifici o altre apparecchiature: questo perche’ i profili suddetti, che nella tendina sono infatti raggruppati, sono spazi colore specificatamente concepiti per l’editing delle immagini
e pertanto sono ben bilanciati per il grigio e si comportano in modo uniforme: in questo modo diventa piu’ facile imparare quali valori numerici equivalgono alle tinte.
Pertanto scegliete pure tra questi lo spazio RGB che preferite.
Lo spazio CYMK e’ invece lo spazio che viene usato da PhotoShop quando un’immagine viene convertita da RGB a CYMK.
In europa la scelta piu’ comune e’ Euroscale.

3)LAVORARE IN RGB O IN CYMK?

C’e’ una certa differenza tra i due spazi di colore e non e’ questo il momento per trattarla ma si raccomanda sempre di lavorare in RGB per molti motivi ma principalmente perche’ questo ambiente e’ piu’ pratico e rende i file meno pesanti.
Pertanto e’ consigliabile lavorare in RGB e selezionare invece la preview del lavoro in CYMK.
Dobbiamo percio’ selezionare il menu View/Proof Setup/Custom e dalla finestra di dialogo che si apre , scegliere come Profile il vostro Working CYMK ovvero lo spazio CYMK precedentemente impostato nel pannello Color Settings.

proof setup in photoshop

In questo modo, una volta selezionato dal menu View/Proof Colors, potrete avere la visione a schermo di come il colore verra’ stampato e quindi possiamo modificare in anticipo alcune scelte cromatiche verificando la differenza delle tinte fra schermo e stampa.

4) PROVE DI STAMPA

Una prova di stampa con la propria stampante inkjet casalinga e’ il fine ultimo di ogni utente, sia che si vogliano stampare in proprio dei files sia che si voglia avere una prova di stampa in casa da portare al tipografo come riferimento per una stampa professionale.
Il punto fondamentale per evitare brutte sorprese di colore e’ far gestire l’intero processo a Photoshop: vediamo come.

A) Assicuriamoci di settare il Proof setup dal menu View/Proof Setup/Custom, in modo da essere certi che il software non utilizzi il profilo di colore della stampante ma il nostro Working CYMK.

B) Dal menu File selezioniamo File/Print with preview (mela+p) e attiviamo la spunta Show more options.
Dal menu a tendina che compare selezioniamo Color Management.

print preview in photoshop

Nel Source Space scegliamo Document : in questo modo sappaiamo che il procedimento di stampa comincera’ a a partire dal nostro file rgb usando lo stesso profilo colore che vediamo sul monitor. Nel menu a tendina del Print Space / Profile subito sotto indichiamo invece il profilo della nostra stampante: il profilo generico della nostra stampante va piu’ che bene ma se siamo un profilo specifico indicato dal produtore allora e’ qyu lo dobbiamo settare. Io ho una economocissima Epson C42, come vedete…
Alla voce Intent invece sceglieremo Relative Colormetric e metteremo la spunta da Use Black Point Compensation, sopratutto nel caso di fotografie contenenti forti chiaroscuri e oggetti presenti in zone in ombra.
L’altra volce, ovvero Absolute Colormetric sarebbe piu’ accurata dal momento che avrebbe simulato il bianco della carta di destinazione, ma il risultato sarebbe stato quello di tingere impercettibilmente la nostra immagine di bianco, cosa abbastanza sconveniente no?).

A questo punto clicchiamo il bottone Print.

C) Nella susseguente finestra di dialogo della stampa c’e’ un menu a tendina, aperto di default su Copies & Pages. Noi invece andiamo subito alla voce Print Settings.: da qui indichiamo il tipo di carta che stiamo usando e che troviamo scritto sulla confezione.

D) Sempre dal menu a tendina passiamo a Color Management e qui settiamo
No Color Adjustment.

A questo punto, cliccando su Print e’ davvero probabile che la stampa che otterremo sia del tutto simile a cio che vediamo a monitor!

In futuro approfondiremo molti degli argomenti ciatti oggi, come lo spazio di colore,
e il sistema per gestire i file e i loro profili incorporati. Ma per oggi spero di aver reso piu’ semplici le procedure per stampare le nostre immagini direttamente da Photoshop senza per questo rischiare di farsi venire un infarto!

alla prossima!

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Categorie: grafica
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