Il tempo è inclemente, questa mattina zero gradi e qualche fiocco di neve che scende dal cielo.
Appuntamento per il giro del martedì saltato. Ma non demordo e dopo pranzo parto alla volta di Luino, per vedere se riesco ad andare meglio dell’ultima volta. Questa volta non comincio forte ma scaldo bene la gamba e vado anche abbastanza tranquillo. iPod con volume non troppo alto da non sentire le auto, freddo che taglia. Di solito non tengo coperta la bocca ma oggi l’aria è fredda umida e sporca.
Verso Luino butto l’occhio sul computerino e scopro felicemente che la velocità è buona e la gamba gira bene. Guardo l’ora e penso che se tengo bene posso fare pure la salita del Brinzio. Arrivo ai piedi della salita, in mezzo alla Valcuvia e fa un freddo cane. Nevica poco ma nevica. Salendo la neve lungo la strada mantiene le temperature polari. Piazzo il cuore a 170 battiti e provo a tenere. E tengo! Arrivo alla Madonnina del Ciclista e come di consueto innesto il 50 e torno a spingere fino all’ultimo strappetto. In centro paese il clima non cambia e la neve aumenta. Non è fastidiosa anzi, il panorama è polare, peccato che il lago non sia più gelato. Prima della Rasa spingo ancora a tutta per tenere le gambe calde. La discesa verso Varese è tutta in ombra, pedalo poco per non congelare del tutto. In città faccio il solito giro dietro lo stadio per evitare semafori e auto. Direzione Gavirate, la discesa è finita ora si torna a spingere a tutta sul vallonato a favore verso casa. Ultime due sfide, due rampette al 15% da fare sgasando duro e mandando le pulsazioni sulla luna, poi un po’ imballato e con un fiatone degno atterro a casa! Era tempo che non menavo così tanto e così a lungo, sensazioni ottime. Ora mentre scrivo meno ma sono contento.
I dati presi dal fedele Garmin 305 Edge.
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