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Olivs On settembre - 3 - 2010

Stamatttina sveglia all’alba, e partenza in direzione Ossola, come l’altro ieri!
Questa volta mi aspetta un giro meno duro, ho meno tempo a disposizione, però almeno concludo il giro timbri delle salite del VCO. Parcheggio in un paesino prima di Domodossola, e punto la bici verso la Valle Anzasca. Macugnaga Parto ma mi rendo subito conto che ho le gambe ancora intossicate dalle scalate di mercoledì, e appena imbocco la salita per Macugnaga, faccio una fatica boia. Non vado avanti, annaspo, e per di più mi tocca fare una galleria in salita con qualche auto… mi respiro una sana dose di smog, innesto il rapporto più agile che ho, e pedalo aspettando che prima o poi le gambe comincino a girare meglio.

Dopo il primo pezzo, la strada spiana, scende e risale abbastanza dolcemente, e permette di riprendermi bene. Ottimo, la salita è lunghissima e comincio a spingere un po’ di più. Alla fine quando arrivo in cima, penso a quelli che dicono che la salita per Macugnaga è facile. Certo non è sicuramente un muro, però alla fine è talmente lunga che si rischia di arrivare cotti agli ultimi chilometri dove guarda caso la salita sale di più. In cima è pieno di gente che va a camminare e a funghi, il Monte Rosa è baciato dal sole.
Foto di rito, caffè, timbro, e si riparte. Devo scendere fino a Ponte Grande e risalire all’Alpe Soi.
La discesa è bella tranne alcuni pezzi che son peggio della Roubaix, rattoppi e asfalto un po’ troppo usurato, ma la sede stradale è comunque ampia. Le pendenze non permettono grandi velocità ma tutto sommato si scende bene.
Alpe SoiAll’arrivo di Ponte Grande si gira a destra, direzione Alpe Soi, per una salita che non scherza fin da subito. Le salite dopo tanta discesa fanno sempre male, ma questa peggio. Si comincia subito con pendenze tra l’otto e il dieci percento, fino al paese di Bannio, dove si rifiata un po’, poi cominciano i chilometri infernali. Tante rampe e rampette di 100 300 metri che tagliano le gambe. In un punto il computerino mi dava oltre il 20%, ma fortunatamente i raccordi tra questi pezzi permettono di prendere fiato. Il fondo stradale fa letteralmente schifo, ci sono dei crateri e bisogna stare attenti anche salendo. Il paesaggio è incantevole,  le baite con tetto in pioda, compaiono lungo la strada. Appena superati i mille metri di quota si arriva all’Alpe Soi, un posto fuori dal mondo, il Ristorante da Rosy, è molto suggestivo , l’ospitalità è ottima e i profumi di polenta anche. Faccio una piccola pausa con una ottima fetta di torta e una birra, e si riparte. In discesa fino a Bannio bisogna davvero prestare molta attenzione, se già in salita è pericoloso in discesa è ancora peggio. Arrivato a Ponte Grande mi aspetta l’ultimo pezzo di sali e scendi fino a Castiglione e poi tutta discesa fino a Piedimulera, quindi un paio di chilometri verso la macchina. Tanto per cambiare si è alzato un vento forte e contrario, davvero fastidioso, ma continuo a spingere forte, ormai le gambe son belle calde e girano che è un piacere.

Alla fine ne è uscito un gran bel giro anche questa volta.

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Categorie: bicicletta