Oggi fa un freddo che taglia. Il vento di questi giorni ha abbassato le temperature di 15 gradi. Mi sveglio presto, ma fa davvero freddo. Aspetto un po’, poi la smania mi prende, e parto alla volta di Domodossola.
Parcheggio verso le 9 abbondanti, e la temperatura al sole è intorno ai 10/12 gradi. Me ne frego e parto lo stesso. Direzione San Domenico. Il primo tratto da Domodossola è tutto un falsopiano, qualche tratto più aspro, ma il peggio sono i lievi tratti in discesa, dove la temperatura è davvero rigida. La mantellina e i manicotti li ho presi ma resisto. Finalmente vedo il cartello che indica Varzo, e mollo il Sempione. Comincio a salire seriamente. Da quando sono partito non ho fatto molti chilometri, ma praticamente son sempre salito. La mia prima meta è San Domenico, quota 1400 metri e rotti. Salgo bene e quando finalmente arrivo in zona Varzo, il sole mi bacia e cambia davvero tutto. Posso stringere le scarpe come piace a me, senza sentire più il fastidio del freddo. Si sale. Alcuni pezzi son davvero duri, ma alla fine in cima ci arrivo piuttosto facilmente, l’andatura è turistica. Non conosco le salite che devo fare, quindi me la prendo comoda. Caffè timbro per le salite del vco mantellina e manicotti, e via!
In discesa non troppo forte il fondo ha i classici rattoppi fatti davvero male, che portano a decollare se presi sparati. Mi godo pure la discesa senza particolari eccessi, fino al bivio per Trasquera che imbocco, direzione Agriturismo La Fraccia dove ha sede la mia seconda meta. Salgo bene, troppo, il ginocchio punge, ma si gestisce bene. Questi sei chilometri volano letteralmente via, tranne l’ultimo tratto che si fa sentire un pochino, ma alla fine pure questa è fatta. Timbro, mi fermo incantato a guardarmi intorno, il paesaggio è davvero mozzafiato, raramente ho visto un posto così rilassante e bello in vita mia! Prati verdi, verdissimi, sole e boschi. La voglia di rotolarsi nel prato è davvero molta. Ci devo tornare!
Riparto in discesa, direzione Domodossola, mi manca l’ultima fatica di giornata. Scendo bene lascio andare, faccio il pezzo brutto pieno di traffico del Sempione, e arrivo a Domodossola. Cerco la mia salita, la trovo e si ricomincia! Domobianca non è da sottovalutare, son pur sempre una decina di chilometri con 800 metri di dislivello circa, ma soprattutto è la terza di giornata. Parto sempre piano, non ho voglia di piantarmi, poi comincio ad avere una certa fame. Le barrette per quanto siano energetiche all’ora di pranzo con certi profumi nell’aria non soddisfano! Amen! Salgo anche qui bene, e a parte i tratti sopra il 10% dove comincio a sentire la fatica, pedalo benone. Quando vedo che mancano circa 5 chilometri alla cima comincio a darci dentro, mi alzo e spingo un po’ di più. Poi un tratto piuttosto duro mi riporta all’ordine. Ma è l’ultimo e sono in cima, un po’ di rally e sono al punto di convalida dove timbro, e mi mangio un’ottima torta ai mirtilli e mi bevo la classica coca cola di ripiglio. Due chiacchere con altri ciclisti, ci stiamo un po’ e poi via!
Mantellina e manicotti e mi lancio in discesa, questa volta giocando un po’ di più. Dove la strada lo permette si va intorno agli 80 orari. Arrivo a Domodossola in un attimo, cerco l’auto carico e me ne torno a casa davvero contento!
I dati per i cari maniaci delle statistiche
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